Quando ci saremo dimenticati

Saremmo potuti nascere qui in queste case senza porte e allora partire sarebbe diverso da questo abbandono. Ma non oggi, domani. Quando ci saremo dimenticati d’aver lasciato le stanze o qualcuno che aspetta dai vetri rotti dell’ultima finestra. E partire per sempre o per un’altra guerra sarà come tornare.

Eppure ogni tanto ci incontravamo

[…]. Τοὺς δὲ ἄλλους ἀνθρώπους λανθάνει ὁκόσα ἐγερθέντες ποιοῦσιν, ὅκωσπερ ὁκόσα εὕδοντες ἐπιλανθάνονται. VS 22 B1 Eppure ogni tanto ci incontravamo nei giardini notturni vicino alla fontana illuminati appena da una finestra.     Qualcosa ci faceva felici ma non abbastanza da svegliarci.     Qualcuno accendeva altre finestre e rumoreggiava in bagno o in cucina ma non c’era mai … Continua a leggere

Potrei dirvi di quanti

Potrei dirvi di quanti attraversano i binari per scegliersi il posto migliore.   Per alcuni è nella direzione del viaggio, con le spalle alla stazione, per altri è accanto a una ragazza. La donna riccia che col collo lungo se chiude gli occhi si addormenta e si dimentica.   Il vecchio stempiato – chi sa chi è stato a metterlo … Continua a leggere

Per dono

Ti raccolgo come una rosa per far di te questa corona ma senza chiedermi se tu – ora che anch’io sono Dio – temi ancora le spine sulla mia mano.

8 storie di vita reale

Ebbene si, anch’io mi sono lasciato “incatenare” da Francesco….io che avevo promesso che quella della raccolta di fondi per i cuccioli di siberian husky abbandonati sulle autostrade del Congo sarebbe stata l’ultima catena di Sant’Antonio in cui mi sarei fatto abbindolare… Regolamento: raccontare 8 fatti che hanno te come protagonista, nominare o “incatenare” altri 8 blogger e farglielo sapere.. Io … Continua a leggere

Sogno un’isola lontana

Sogno un’isola lontana dai dubbi dell’età e dagli occhi socchiusi degli amanti, un granello di mondo su cui sederci ad aspettare l’onda. Forse lì saprei donarti fra latrati di gabbiano il mio battito migliore. E sarei come di seta, una farfalla sul tuo collo.

L’abbraccio di Elettra

Ad ogni rintocco di cuore amavo la tua vita latente tra le braccia dell’uragano.   Inutilmente. Ed il rumore rappreso di quell’altra vendemmia sentivo battere sotto la pelle la tua domanda. Viluppo d’anime conosce la superstizione dei tuoi occhi. Credeva forse di riunire poco più dei nostri corpi. E masticare il sapore ora che siamo alla fine. Sai, vorrei regredire … Continua a leggere