01/12/2008

Quando ci saremo dimenticati

Saremmo potuti nascere qui
in queste case senza porte
e allora partire sarebbe diverso
da questo abbandono.
Ma non oggi, domani.
Quando ci saremo dimenticati
d’aver lasciato le stanze
o qualcuno che aspetta
dai vetri rotti
dell’ultima finestra.
E partire per sempre
o per un’altra guerra
sarà come tornare.

04/11/2008

Eppure ogni tanto ci incontravamo

[…]. Τοὺς δὲ ἄλλους ἀνθρώπους λανθάνει ὁκόσα ἐγερθέντες ποιοῦσιν,

ὅκωσπερ ὁκόσα εὕδοντες ἐπιλανθάνονται.

VS 22 B1

Eppure ogni tanto ci incontravamo

nei giardini notturni vicino alla fontana

illuminati appena da una finestra.

 

 

Qualcosa ci faceva felici

ma non abbastanza da svegliarci.

 

 

Qualcuno accendeva altre finestre

e rumoreggiava in bagno o in cucina

ma non c’era mai abbastanza luce

per ricordarci cosa stessimo cercando.

 

 

Eppure ogni tanto ci svegliavamo.

21/10/2008

Potrei dirvi di quanti

Potrei dirvi di quanti

attraversano i binari

per scegliersi il posto migliore.

 

Per alcuni è nella direzione

del viaggio, con le spalle

alla stazione, per altri è accanto

a una ragazza. La donna riccia

che col collo lungo se chiude

gli occhi si addormenta

e si dimentica.

 

Il vecchio stempiato

- chi sa chi è stato

a metterlo sul treno -

coi calzini spaiati

uno bianco, uno crema.

Chi non ha il biglietto

finge d’essere straniero.

 

Ma lo studente lato finestrino,

che evidenzia di giallo

le fotocopie, perché

non si distrae?

Cosa è successo?

 

Vorrei dirvi d’essere diverso

eppure anch’io non vedo

l’ora di scendere in banchina

per cercare nelle tasche,

spegnere e riaccendere

la sigaretta.